Accensione o innesco
E' in relazione alla infiammabilità del combustibile, al luogo in cui è custodito (se ventilato o no), alla sua geometria e al suo volume.

Cioè, a come il combustibile è formato (un cubo di legno brucia più difficilmente di una tavola) a come è immagazzinato (cataste piccole di legname bruciano più facilmente di cataste di tronchi d'albero), alla sua distribuzione (per esempio vicino o lontano a fonti d'aria) e ai punti di contatto del combustibile stesso con altri combustibili.

Giova ricordare che il calore si trasmette in tre modi: conduzione, quando l'energia (il calore) passa da un corpo all'altro a causa della differenza di temperatura; convezione, il calore si propaga attraverso un fluido con movimento di materia (per esempio i moti convettivi dei caloriferi) ed irraggiamento, quando l'energia viene scambiata attraverso onde elettromagnetiche (per esempio il sole che scalda la terra).

  Fase di accensione o innesco  

Acqua
L'acqua è l'agente estinguente più efficace, anche se non è utilizzabile su tutti gli incendi: evaporando per opera del calore diluisce la concentrazione di ossigeno presente sull'incendio (approssimativamente dal 21% al 16%) crea correnti ascensionali che aiutano a disperdere calore, è il più economico e per niente tossico.
Nello spegnimento degli incendi l'acqua può essere utilizzata ad "alta pressione" (oltre le 25 atm) o a media pressione (4/5 atm).
Nel primo caso i vantaggi sono determinati da una rapida evaporazione e conseguente diluizione dell'ossigeno(quando la percentuale di ossigeno nell'aria scende dal il 21% al 15-16% cessa la combustione), e un limitato danno alle strutture. Infatti ad alta pressione la portata, cioè l'acqua erogata è di circa 350 litri al minuto; a media pressione la portata varia dai 1.500 ai 2.500 litri al minuto, il getto ha molta penetrazione e permette quindi di raggiungere i focolai più lontani. E' facile intuire che in un incendio di appartamento si farà il possibile per evitare di usare acqua a media pressione, mentre in un incendio diffuso (fabbriche, tetti, grossi complessi) l'utilizzo dell'acqua ad alta pressione avrebbe effetti limitati.
I modi di utilizzo dell'acqua negli incendi non sono casuali: varia a seconda dei materiali incendiati, delle strutture dell'edificio e dalle caratteristiche dell'incendio stesso. Un getto forte, oltre a raffreddare, sgretola la parte incendiata ma per permettere all'acqua di penetrare e permeare il materiale incendiato si dovrà diminuire la pressione altrimenti essa "rimbalza" e non inzuppa. Per un "non addetto ai lavori" è bene sapere che un getto a media pressione (4/5 atm) con una manichetta da 70 mm. necessita di due operatori per tenere la medesima e poter dirigere il getto. Ad una pressione leggermente superiore (6/7 atm) è possibile frantumare un vetro di una finestra. L'alta pressione, che viene utilizzata con apposite tubazioni dal diametro di 25 mm., pur non avendo penetrazione, può arrivare ad una pressione di 40 atm e anche se la portata è relativamente bassa (350 lt/min.) può danneggiare sensibilmente una persona che venisse colpita al viso.
Si è detto che l'acqua è il miglior estinguente che ci sia ed altresì anche il più economico e niente affatto tossico per l'operatore. L'acqua però non può essere utilizzata in incendi che coinvolgono apparecchiature elettriche sotto tensione (l'acqua è un buon conduttore elettrico), in incendi riguardanti metalli leggeri, ed in quelli di liquidi infiammabili.
In quest'ultimo caso, oltre al rischio di provocare un traboccamento di liquido incendiato, l'eccessivo calore del liquido infiammabile causerebbe il cosiddetto processo di piroscissione dell'acqua, cioè l'elevato calore scinde i due componenti dell'acqua, idrogeno ed ossigeno, e il primo alimenta l'incendio.

Spegnimento degli incendi Spegnimento degli incendi


Aerazione
Ricambio dell'aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione, sia per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti. Possono essere considerate aperture di aerazione le finestre o le portefinestre o vasistas, comunicanti direttamente verso l'esterno. In mancanza di queste è necessaria la realizzazione di un foro di aerazione permanente.


Apparecchi di cottura
Apparecchi destinati alla cottura dei cibi, ad esempio i piani di cottura incassati, le cucine tradizionali, i forni, le friggitrici a gas.

  piano di cottura  

Bombole o bidoni
Sono contenitori cilindrici si acciaio elettrosaldato con capacità da pochi litri sino a 62 litri e contengono al loro interno il gas GPL in forma liquida sotto pressione. Per la loro collocazione e utilizzo valgono le norme UNI 7131 del 1999.

  Bombole  

Bombolette spray
Attenzione quando usiamo prodotti in bombolette spray, (contengono gas combustibili in pressione ): il loro abbondante utilizzo in ambienti chiusi che non ne favoriscono la dispersione ma la concentrazione, o in presenza di un innesco, come una scintilla, possono provocare un'esplosione o scoppio, con gravi conseguenze per le persone.

Bombolette spray Esplosione causata da bombolette spray Esplosione causata da bombolette spray

Esplosione causata da bombolette spray Esplosione causata da bombolette spray Esplosione causata da bombolette spray

Calderina
Apparecchio, normalmente di piccole dimensioni, con il quale si provvede al riscaldamento delle singole unità immobiliari.

  Calderina  

Campo di esplosività
Si chiama campo d'esplosività l'intervallo tra il limite inferiore d'esplosività (bassa concentrazione di gas con l'ossigeno al disotto della quale non si ha innesco) ed il limite superiore d'esplosività (alta concentrazione di gas al disopra della quale non si ha innesco).

Tipo di Gas

Limite inferiore esplosività

Limite superiore esplosività

Butano
Propano

1,5
2,5

8,5
9,5

Metano

5

15

Tra questi due punti si ha il campo d'esplosività; ogni gas ha il suo campo d'esplosività caratteristico ed è l'intervallo in cui l'equilibrio tra il gas e l'ossigeno è idoneo alla combustione, esplosione o scoppio.


Cappe
Gli apparecchi di cottura devono sempre evacuare i prodotti della combustione in atmosfera esterna mediante apposite cappe, collegate a camini singoli o a canne fumarie collettive ramificate ad uso esclusivo delle cappe, o direttamente in atmosfera esterna. NB: Le cappe aspiranti dotate di masse filtranti interne (cioè prive di scarico in atmosfera esterna) non sono ritenute idonee.

  Cappa  

Catalisi o autocatalisi
Vediamo di cosa si tratta: la combustione è una reazione chimica a catena: i radicali sono gruppi di atomi contenuti nelle molecole che passano inalterati da un composto all'altro. Questi radicali liberi, che possiedono una carica elettrica positiva o negativa tendono a velocizzare le reazioni chimiche nella combustione o più semplicemente permettono alla combustione di autoalimentarsi.

L'opera di spegnimento consiste nel rimuovere uno o più di questi elementi, quindi si raffredderà attraverso l'uso dell'acqua, che svolge al contempo azione meccanica rimovendo la parte in combustione e di soffocamento, impedendo all'ossigeno di entrare in contatto con il fuoco, mentre l'interruzione della reazione a catena della combustione viene svolta dalle apposite sostanze contenute negli estintori o nelle schiume.

I radicali liberi di segno positivo o negativo vengono "catturati" dagli ioni prodotti dalla sostanza antincendio.

Autocatalisi Autocatalisi Autocatalisi
Autocatalisi Autocatalisi

Classi di incendio
Gli incendi sono codificati in classi che per convenzione identificano il tipo di materiale interessato:

  1. Corpi che bruciano con formazione di brace (es. legno, materiali sintetici, carbone cuoio,ecc.)
  2. Liquidi infiammabili (es. benzina, olii, solventi, ecc.)
  3. Gas infiammabili (es. metano, GPL, idrogeno, ecc)
  4. Metalli (es. cromo, sodio e potassio, alluminio ecc)
  5. Incendi in presenza di corrente elettrica.

combustibili solidi combustibili liquidi combustibili gassosi

Comburente
Il comburente è l'aria (che è una miscela di gas composta dal 78% di azoto, 21% ossigeno, 1% gas vari).

In realtà l'ossigeno è indispensabile nei processi di combustione, a differenza dell'azoto che risulta essere un gas inerte.

E' bene sapere che vi possono essere combustioni anche senza la presenza dell'ossigeno (il cloro e l'idrogeno reagiscono tra di loro e danno luogo ad una combustione).

  Ossigeno  

Combustibile
Combustibili sono tutte le sostanze che hanno la proprietà di bruciare. I combustibili possono essere: solidi, liquidi e gassosi.

combustibili solidi combustibili liquidi combustibili gassosi

Combustibili gassosi
I gas, in funzione delle loro caratteristiche fisiche, possono essere classificati come segue:

Gas leggero: gas avente densità rispetto all'aria inferiore a 0,8 (idrogeno, metano). Un gas leggero quando liberato dal proprio contenitore tende a stratificare verso l'alto.

Gas pesante: gas avente densità rispetto all'aria superiore a 0,8 (GPL, acetilene).

In funzione delle loro modalità di conservazione possono essere classificati come segue:

Gas compresso: gas che vengono conservati allo stato gassoso ad una pressione superiore a quella atmosferica in appositi recipienti o trasportati attraverso tubazioni. La pressione di compressione può variare da frazioni di atmosfera a qualche centinaio di atmosfere.

Gas liquefatto: gas che per le sue caratteristiche chimico-fisiche può essere liquefatto a temperatura ambiente mediante compressione (butano, propano, ammoniaca, cloro). Il vantaggio della conservazione di gas allo stato liquido consiste nella possibilità di detenere grossi quantitativi di prodotto in spazi contenuti, in quanto un litro di gas liquido può sviluppare nel passaggio di stato fino ad 800 litri di gas.
I contenitori di gas liquefatto devono garantire una parte del loro volume geometrico sempre libera dal liquido, per consentire allo stesso l'equilibrio con la propria fase vapore; per essere più chiari: una bombola di gas liquido, per esempio il GPL, deve avere una parte della bombola non riempita per lasciare spazio ad una eventuale espansione dovuta ad un aumento di temperatura. Pertanto è prescritto un limite massimo di riempimento dei contenitori detto grado di riempimento.
Vedi anche il lemma successivo

combustibili liquidi bombolette spray


Combustibili gassosi
Gas refrigerati: gas che possono essere conservati in fase liquida mediante refrigerazione della temperatura di equilibrio liquido-vapore, con livelli di pressione estremamente modesti, assimilabili alla pressione atmosferica.
Gas disciolti: gas che sono conservati in fase gassosa, disciolti entro un liquido ad una determinata pressione (per esempio: acetilene disciolto in acetone, anidride carbonica disciolta in acqua gassata).

combustibile gassoso   composizione G.P.L.

Come nei combustibili liquidi si parla di campo d'infiammabilità, per i gas si usa il termine campo di esplosività. Esiste un limite inferiore di esplosività ed un limite superiore di esplosività al disotto o al disopra dei quali non vi sarà esplosione.
Gli stessi concetti di esplosività si estendono anche ad alcuni tipi di polveri: polveri provenienti dalla lavorazione del legno, polveri derivanti dallo stoccaggio del grano, della farina etc.. Quando la velocità di combustione è supersonica si avrà una detonazione, quando questa velocità è subsonica si ha una deflagrazione: la differenza è sostanziale e facilmente rilevabile dal tipo di danni arrecati alle strutture murarie. Dopo una detonazione gli infissi, le saracinesche ed i muri di perimetro tendono a crollare verso l'interno a causa dell'onda di ritorno mentre con una deflagrazione la spinta è esclusivamente verso l'esterno.


Combustibili liquidi
Tutti i liquidi sono in equilibrio con i propri vapori, che si sviluppano in maniera differente a seconda delle condizioni di pressione e temperatura che si esercitano sulla superficie del liquido stesso.
La combustione avviene quando in corrispondenza della suddetta superficie i vapori dei liquidi infiammabili, miscelandosi con l'ossigeno dell'aria in concentrazioni comprese nel campo d'infiammabilità, sono opportunamente innescati.

Si chiama campo d'infiammabilità l'intervallo tra il limite inferiore d'infiammabilità (la più bassa concentrazione di vapore con l'ossigeno al disotto della quale non si ha accensione) ed il limite superiore d'infiammabilità (la più alta concentrazione di vapori al disopra della quale non si ha accensione).
In un punto qualsiasi del campo d'infiammabilità ogni liquido ha il suo punto d'infiammabilità che si esprime in gradi centigradi ed è il punto in cui l'equilibrio tra vapori di gas ed ossigeno è perfetto per la combustione.

In base alla loro maggiore o minore infiammabilità i liquidi infiammabili sono classificati come segue:
Categoria A: liquidi aventi punto d'infiammabilità inferiore a 21°C
Categoria B: liquidi aventi punto d'infiammabilità compreso tra 21°C e 65°C
Categoria C: liquidi aventi punto d'infiammabilità compreso tra 65°C e 125°C

combustibili liquidi benzina


Combustibili solidi
La combustione delle sostanze solide è caratterizzata dai seguenti parametri:

Il processo di combustione delle sostanze solide porta alla formazione di braci, che sono costituite dai prodotti della combustione.

combustibili solidi combustibile legna braci


Combustione dei gas
Affinché si verifichi la combustione nei gas è necessario che il combustibile (gas) e il comburente (ossigeno) combustibile si miscelino in un adeguato rapporto di dosi (dipendente dal tipo di gas combustibile), al di sopra e al di sotto del quale la combustione non può avvenire. Ad esempio, una miscela troppo ricca di comburente e povera di gas combustibile, oppure una con un eccesso di gas combustibile rispetto al comburente non permettono lo scaturire di una combustione o generano una combustione incompleta, aumentando la produzione di monossido di carbonio.

  Combustione dei gas  


Contatore acqua
E' lo strumento che misura la quantità d'acqua che consumiamo all'interno della nostra casa

  Contatore acqua  


Contatore energia elettrica
Viene installato dall'azienda erogatrice per il calcolo dei consumi dell'energia elettrica.

  Contatore energia elettrica  


Contatore gas
E' installato dall'azienda fornitrice del servizio che ne è la responsabile del funzionamento. Ha il compito di misurare e totalizzare i consumi del gas consumato nell'impianto di casa.

  Contatore del gas  


Esplosione o scoppio
Si definisce esplosione il fenomeno che genera una reazione chimica più o meno violenta.

Esplosione   Scoppio

Lo scoppio avviene quando si determina solamente una sovrapressione che causa un'onda d'urto entro uno spazio confinato, come, ad esempio serbatoio, bidoni, vani.


Estintori
Gli estintori sono forse il mezzo antincendio più conosciuto dal pubblico, anche se pochi possono dire di averne mai visto uno in funzione. Vediamo di cosa si tratta.
Ne esistono di vari tipi e sono concepiti per spegnere principi d'incendio; la scelta dell'estintore va fatta in base al tipo d'incendio ipotizzabile nel locale da proteggere. Su ciascun estintore sono indicate le classi di fuochi che sono in grado di estinguere, quindi se è apposta un'etichetta (pittogrammi) con le lettere A B C significa che quell'estintore è idoneo a spegnere incendi di quelle tre categorie.
Affinché l'utilizzo sia efficace bisogna essere vicini al focolaio (da 1 a 3 metri in relazione alla distanza consentita dal quel particolare tipo di estintore e da calore irraggiato dall'incendio, sempre a favore di vento e che non sia minacciata l'incolumità dell'operatore) e indirizzare il getto alla base delle fiamme.
Non si deve assolutamente attraversare con il getto le fiamme, si deve cercare di spegnere le fiamme più vicine e progressivamente allargare in profondità la zona estinta. Una prima sventagliata di sostanza estinguente può essere utile per poter avanzare e aggredire da vicino il fuoco.
Attenzione: l'estintore non deve essere assolutamente utilizzato contro persone avvolte dalle fiamme in quanto l'azione delle sostanza estinguenti su parti ustionate potrebbe provocare danni superiori a quelli delle ustioni. In questi casi è preferibile ricorrere all'acqua o nel caso questa non fosse disponibile, a coperte o indumenti per soffocare le fiamme.

Più frequentemente si trovano due tipi di estintori: a polvere e a CO2 (anidride carbonica).


Estintori a CO2 (anidride carbonica)
Non presentano alcuna difficoltà d'uso. Funzionano sul principio del passaggio di stato. All'interno c'è anidride carbonica allo stato liquido; agendo sulla maniglia, dopo aver rimosso la spina di sicura, il CO2 entra contatto con l'aria atmosferica , assorbe calore e passa dallo stato liquido allo stato gassoso: il rapido abbassamento della temperatura nel tubo diffusore (il tubo che serve ad indirizzare il getto sull'incendio) trasforma il gas in una sorta di "neve". E' particolarmente idoneo per incendi di apparecchiature elettriche, anche se talvolta il rapido abbassamento della temperatura causa danni ai motori.

  Estintore a CO2 (anidride carbonica)  


Estintori a polvere
All'interno dell'estintore a polvere ci sono delle polvere polivalenti (si chiamano polivalenti perché possono essere utilizzate in incendi ABC: sono polveri a base di solfato e fosfato di ammonio, ma la reale composizione è segreto industriale). Azionando la maniglia, dopo aver rimosso la spina di sicura, l'azoto pressurizzato passa attraverso un tubo interno e fuoriesce dal tubo esterno. Gli estintori non vanno capovolti, è grave inconveniente, e devono essere utilizzati sino in fondo. Ripulire un ambiente dove si è utilizzato un estintore a polvere è più impegnativo che rimuovere i detriti dell'incendio. Gli estintori a polvere sono particolarmente adatti per liquidi infiammabili, pinacoteche, librerie: il principio del funzionamento delle polveri polivalenti è interessante al fine conoscitivo; la polvere, oltre ad inibire il contatto tra combustibile e comburente (soffocamento) e a raffreddare per assorbimento del calore (reazione endotermica) dà luogo al processo di catalisi negativa, inibisce la reazione chimica a catena "catturando" i radicali liberi. Non sono dannosi per la salute dell'operatore anche se la nube di polvere sviluppata può causare qualche colpo di tosse.

Estintore a polvere   Elementi estintore a polvere


Estinzione e raffreddamento
Quando l'incendio ha terminato di interessare tutto il materiale combustibile, ha inizio la fase di decremento delle temperature all'interno del locale e alla dissipazione del calore. In questa fase i vapori di combustione e i gas caldi si raffreddano e precipitano.

  braci  


Fumo
Recenti studi hanno dimostrato che la principale causa di perdita di vite umane negli incendi è imputabile al fumo. Il fumo è composto da gas prodotti durante la combustione (ossido di carbonio, anidride carbonica, idrogeno solforato, anidride solforosa, ammoniaca, acido cianidrico, acido cloridrico, fosgene), vapore acqueo, particelle di combustibile. Il fumo riduce fortemente la visibilità, causa irritazione agli occhi, provoca soffocamento, asfissia e intossicazione del sangue. Inoltre è il maggior indiziato nella propagazione dell'incendio. Nei locali chiusi sale verticalmente, per poi "posizionarsi" nella caratteristica dislocazione a fungo, trasmettendo il calore sia alle strutture con cui è a contatto (conduzione) che a quelle più lontane (irraggiamento).

Giusto al fine di conoscere le conseguenze del fumo è importante sottolineare come in un incendio di appartamento (un grave evento per il proprietario, ma ordinaria routine per un vigile del fuoco) si nascondano delle insidie subdole. In una camera da letto dove sono custoditi manufatti di lana, materiali acrilici e seta si sviluppa acido cianidrico (poche parti per milione provocano la morte); in una cucina dove abbondano materie plastiche, che contengono il cloro, si sviluppa acido cloridrico, ammoniaca e fosgene (quest'ultimo gas fu utilizzato nella prima guerra mondiale come arma di distruzione di massa). Un'ultima annotazione circa il fumo riguarda l'incendio quando è nella quarta fase, cioè nella fase di raffreddamento: i gas e i vapori precipitano e costituiscono un grave pericolo per coloro che gravitano attorno alla zona dell'incendio. In questo momento gli operatori, per così dire, "abbassano la guardia", e talvolta si tolgono le maschere dell'autorespiratore, esponendosi facilmente ai pericoli derivanti dai gas raffreddati.

Il fumo negli incendi Il fumo negli incendi Il fumo negli incendi


G.P.L.
Col nome di GPL (gas di petrolio liquefatto) si identifica una miscela di gas idrocarburi (normalmente butano e propano nelle percentuali di circa il 60% e 40%) facilmente liquefacibili sotto moderata pressione. Questa miscela è più pesante dell'aria, può essere compressa dentro piccoli recipienti maneggevoli e facilmente trasportabili (bombole o bidoni); ne è abbastanza diffuso l'uso all'interno di abitazioni non raggiunte dalle tubature del gas metano.

composizione G.P.L.   deposito G.P.L.

Il GPL è un gas Combustibile inodore e pertanto, come il metano, viene per disposizione di legge odorizzato con apposite sostanze, dall'odore sgradevole e di difficile assuefazione, affinché eventuali fughe accidentali possano essere avvertite nettamente; non è tossico.


Interruttore differenziale salvavita
Elemento importante dell'impianto elettrico della casa; uno dei più rilevanti per la nostra protezione. La sua funzione è quella di interrompere il flusso di corrente quando - per dispersioni accidentali - il circuito elettrico risulta alterato (come una bilancia in equilibrio, in un circuito elettrico la corrente che esce deve essere uguale alla corrente che entra: il differenziale è in grado di "sentire" le eventuali differenze in presenza delle quali interviene interrompendo il flusso elettrico). Questo interruttore deve intervenire quando la dispersione di corrente avviene in un tempo e con una intensità inferiore a valori prestabiliti da apposite tarature dello stesso, oltre i quali se la corrente dovesse attraversare il corpo umano provocherebbe effetti fisiologici più o meno gravi. Il Tasto di prova ha lo scopo di verificare il funzionamento dell'interruttore nel tempo: è bene usarlo ogni tanto, infatti, a causa del prolungato stato di inattività in chiusura dei contatti dell'interruttore, potrebbe verificarsi un "incollaggio" degli stessi, compromettendone il corretto funzionamento. Se l'interruttore differenziale funziona con il tasto di prova vuol dire che è vivo, ma non è detto che sia in ottima salute. Da una ricerca svolta dal Politecnico di Torino sull'efficienza di 21147 interruttori differenziali installati nei luoghi più svariati è risultato che, azionando il tasto di prova, il 24% degli interruttori differenziali erano difettosi. Nell'impossibilità di stimare sul campo l'effettivo stato di salute dell'interruttore differenziale, se ne può valutare la sua efficacia solo ai fini della protezione contro i contatti indiretti insieme con l'impianto di messa a terra.

  Interruttore differenziale salvavita  


Incendio generalizzato o Flash-over
In questa fase si ha un brusco aumento della temperatura, in crescita esponenziale, che raggiunge valori di oltre 1000°C ed una velocità di combustione di circa 9 m/sec, in presenza di una forte emissione di particelle incandescenti, che si espandono e vengono trasportate sia in senso orizzontale che in senso ascensionale.

Si formano zone di turbolenza (cioè il fumo crea dei vortici), i combustibili vicino al focolaio si autoaccendono (cioè si accendono spontaneamente per l'elevata temperatura) quelli più lontani si riscaldano e raggiungono la loro temperatura di combustione. Normalmente il flash over avviene quando, a causa della rottura di vetri o brecce nelle strutture, si verifica l'entrata di aria (improvvisa alimentazione di comburente).

Flash-over   Incendio


Interruttore limitatore magnetotermico
Apparecchiatura installata dall'azienda erogatrice allo scopo di proteggere l'impianto da eccessivi sovraccarichi di corrente richiesti dal nostro impianto; quindi interrompe l'energia elettrica quando sono in funzione troppi elettrodomestici contemporaneamente oppure si è verificato un guasto.
Posto subito sotto il contatore, per ripristinarlo è necessario prima rimuovere la causa (ad es. staccando dall'impianto alcuni elettrodomestici) o far riparare eventuali anomalie e successivamente occorre riattivare l'interruttore chiudendolo.

leva interruttore in basso: nessuna circolazione di corrente   leva interruttore in alto: circolazione di corrente


Lancia
La lancia ha la funzione di dirigere il getto, oltre a quella di trasformare la pressione all'interno del tubo in velocità (per questa ragione è tronco-conica).

  Lance  


Linea di terra
E' un collegamento che attraversa l'intero impianto e che serve a scaricare al suolo tutte le correnti eventualmente disperse in esso. E' costituito da una presa di terra ove, attraverso alcuni picchetti, i cavi sono interrati nel terreno. Nei condomini, le prese di terra sono realizzate in alcuni pozzetti posti sotto l'edificio e ad esse vengono collegati, mediante i conduttori di terra (o di protezione), gli impianti dei singoli appartamenti.

Dispersori linea di terra Presa linea di terra Elettrodomestici con linea di terra


Metano
Il Metano è un gas combustibile di origine fossile, naturalmente presente nel sottosuolo. Esso appartiene al gruppo degli idrocarburi, sostanze composte di carbonio e idrogeno, che bruciando hanno la proprietà di sviluppare calore.

Molecola del metano   Estrazione del metano

In natura è incolore, è più leggero dell'aria, è inodore e pertanto al fine di avvertirne la presenza in concentrazioni molto al di sotto delle condizioni di pericolo, viene odorizzato aggiungendo opportuni prodotti con odore forte e persistente; non è tossico.


Monossido di carbonio (CO)
Affinché si verifichi la combustione nei gas è necessario che il combustibile (gas) e il comburente (ossigeno) si miscelino in un adeguato rapporto (campo di esplosività) di dosi (dipendente dal tipo di gas combustibile), al di sopra e al di sotto del quale la combustione non può avvenire. Ad esempio, una miscela troppo ricca di comburente e povera di gas combustibile, oppure una con un eccesso di gas combustibile rispetto al comburente non permettono lo scaturire di una combustione o generano una combustione incompleta, aumentando la produzione di monossido di carbonio.

  Illustrazione Pericolo Monossido di carbonio (CO)  


Normative
Le norme da utilizzarsi sono norme obbligatorie di legge. Le norme tecniche di riferimento sono le norme UNI-CIG, quali ad esempio la norma UNI-CIG 7129 per la progettazione, costruzione, installazione e manutenzione di impianti a gas alimentati a gas naturale (metano) o GPL da reti canalizzate.
La norma UNI-CIG 10738 che consente di verificare l'idoneità al funzionamento ed al mantenimento in esercizio degli impianti realizzati prima del 1990.
Vi sono poi una serie di norme specifiche che trattano la parte accessoria o impiantistica degli impianti gas, quali la costruzione degli apparecchi a gas, la costruzione dei canali da fumo o camini ed altri accessori, queste vengono normalmente reperite nelle raccolte di norme UNI -CIG o UNI -EN (norme europee recepite dall'UNI).


Punti luce
Ogni impianto è costituito da cavi che convogliano l'energia verso i diversi ambienti della casa dove è necessaria l'illuminazione. Le parti terminali di questi cavi sono collegate ai portalampade dove sono inserite le lampadine: questi sono chiamati punti luce.

Impianto elettrico   Punto luce

Prese di corrente
Per ogni tipo di impianto domestico vengono impiegate prese (dove colleghiamo i nostri elettrodomestici) da 10A dove non bisogna collegare apparecchi superiori a 1500W, o 16A che permettono il collegamento di elettrodomestici sino a 3000W. Queste prese, se predisposte, possono essere controllate da un proprio interruttore dedicato. Devono inoltre essere costruite con un sistema di blocca intrusione da materiali diversi dalle normali spine di corrente.

Presa di corrente   Prese di corrente

Propagazione
Inizia un graduale aumento della temperatura, al quale consegue la produzione di gas tossici e corrosivi e di vapori, che determinano una riduzione della visibilità a causa del fumo.

L'irraggiamento, cioè la trasmissione del calore ad altri combustibili non a contatto, e la conduzione, cioè la trasmissione del calore a combustibili a contatto con il focolaio, si verificano in questa fase.

  Fase di propagazione  


Regolatore di pressione su bombola
Situato immediatamente dopo la bombola, regola la pressione del gas in uscita dalla bombola, a una pressione adatta all'utilizzo nell'impianto domestico.

  Regolatore di pressione su bombola  


Rubinetto bombola o bidone
Costituisce un dispositivo importante in quanto consente di intercettare l'afflusso di gas a tutto l'impianto interno, questo permette con la sua chiusura di mettere in sicurezza tutto l'impianto.
Nel caso di bombole o bidoni tra loro collegati, la stessa funzione viene svolta da organi di intercettazione alloggiati sul complessivo, che costituisce il collegamento al gruppo di regolazione, adeguatamente realizzato.

  Rubinetto bombola  


Rubinetto contatore
Pur non facendo parte dell'impianto interno in quanto si trova a monte del contatore del gas, organo installato ed ancora di competenza dell'azienda di distribuzione del gas, costituisce comunque un dispositivo importante in quanto consente di intercettare l'afflusso di gas a tutto l'impianto interno. Permette con la sua chiusura di mettere in sicurezza tutto l'impianto.

  Rubinetto contatore  


Scaldabagno
Apparecchio destinato al riscaldamento di acqua calda sanitaria, ad esempio per bagno, doccia, o acqua calda per usi di cucina.

  Scaldabagno  

Scarichi
Le tubature di scarico hanno lo scopo di portare l'acqua sporca e lo scarico del wc dai vari apparecchi igienici alla fognatura sotterranea.

  tubature di scarico  

Schiuma
Si sente spesso, in reportage televisivi, parlare di spegnimento degli incendi con schiumogeni. Il termine è errato: gli incendi, o per lo meno alcuni tipi d'incendi si spengono con l'acqua schiumogenata, che si forma con il liquido schiumogeno.
Un metro cubo di acqua schiumogenata è formato da 900 parti di aria, 95/97 di acqua e 3/5 di liquido schiumogeno; a seconda del tipo di liquido le percentuali di questi ultimi due componenti possono variare.
Ciò che identifica un liquido schiumogeno è il suo rapporto di espansione, cioè la quantità di schiuma erogata in base all'utilizzo di liquido schiumogeno. Si dirà che un liquido ha un rapporto 1/500 se con 1 litro di liquido si sviluppano 500 litri di schiuma. Per meglio comprendere quando e come si utilizzano acqua e/o schiuma bisogna conoscere le classi di fuochi:

Quest'ultima classe di fuochi può lasciare perplessi, ma basta qualche chiarimento per dissipare ogni dubbio.
I trucioli di ferro, specialmente quando sono stati prodotti con l'utilizzo di olii emulsionabili, l'alluminio e tutti i metalli leggeri bruciano e la loro combustione ha un elevato potere calorifico. Appunto per questo elevato calore sviluppato e per il conseguente sviluppo di vapori, per lo spegnimento di questi metalli si consiglia l'uso di schiume particolari o polveri.
Le schiume sono particolarmente adatte per lo spegnimento di incendi di classe B: si possono utilizzare anche in incendi di classe A ma l'acqua in questi casi è più efficace. Le schiume, adagiandosi sopra il liquido, separano i vapori in fiamme dal liquido stesso, soffocano e raffreddano l'incendio.
Esistono diversi tipi di liquidi schiumogeni, che danno origine a schiume con caratteristiche differenti: a seconda del tipo di liquido in fiamme, dell'ubicazione dell'incendio, del calore sviluppato ecc. In questa sede non tratteremo questo argomento, tipicamente professionale e tedioso per i "non addetti" ai lavori.

  acqua schiumogenata  

Serbatoi acqua
Detti anche cassoni, posizionati solitamente sui tetti, raccolgono attraverso una valvola controllata da un galleggiante l'acqua dalla rete dell'acquedotto, quindi la ridistribuiscono all'impianto indirettamente.
La valvola galleggiante regola l'afflusso dell'acqua che arriva in pressione dall'acquedotto al serbatoio attraverso una valvola controllata da un galleggiante, questo sulla superficie dell'acqua fa in modo di interrompere l'erogazione quando il serbatoio risulti pieno.
In caso di piccola perdita esiste una tubazione di raccolta troppopieno che porta l'acqua in eccesso agli scarichi.
Però speso avviene che per rottura della valvola o del galleggiante questo sistema non riesca a smaltire l'acqua in eccesso provocando la tracimazione del serbatoio.

  Serbatoio acqua  

Sifoni
Situati subito sotto i lavandini sono fondamentalmente tubi piegati che permettono di trattenere al loro interno acqua al fine di impedire ritorni e odori dalle tubature di scarico. Il loro inconveniente è che spesso si ostruiscono quando detriti vari si raccolgono nel punto più basso della curva.

  Sifoni  

Temperatura di accensione o d'innesco
E' l'elemento che, a contatto con una miscela infiammabile, avvia la reazione di combustione.
Può essere costituita da qualsiasi sorgente di calore (fiamme, scintille, materiali caldi).
Perché possa avvenire l'accensione della miscela aria+combustibile, è necessario che l'innesco sviluppi una energia sufficiente ad innalzare la temperatura al grado di accensione del combustibile.

  Temperatura di accensione o d'innesco  

Termocoppia
Dispositivo di sicurezza che consente l'erogazione del gas solamente in condizioni adeguate di combustione, ovvero con presenza di fiamma, e/o ne blocca l'erogazione a seguito di spegnimento accidentale della stessa. Apparecchi quali, caldaie, stufe, scaldabagni, forni, sono tutti obbligatoriamente dotati di tale dispositivo di sicurezza. I piani di cottura, per i quali non esiste ancora un obbligo a riguardo, e per i quali in caso di nuovo acquisto se ne raccomanda la preferenza, vengono comunemente chiamati "Piani di cottura valvolati".

Termocoppia   Termocoppia

Tubature acqua
Esistono diversi tipi di tubature e vengono chiamate a seconda del loro utilizzo a seconda da dove partono e dove arrivano. Il loro impiego è comunque quello di distribuire l'acqua fredda e calda in tutta la casa.

IMPIANTO ACQUA CALDA: E' sempre un impianto indiretto, cioè un serbatoio a cui arriva acqua fredda che viene riscaldata da un sistema elettrico o a gas e quindi attraverso tubature dedicate arriva ai rubinetti.

  Tubature acqua  

Tubazione
Le tubazioni costituiscono la parte fissa dell'impianto e possono essere realizzate in acciaio, rame o polietilene, possono essere posizionate a vista, interrate o sotto traccia nelle pareti, con diverse prescrizioni di installazione.

  Tubazioni  

Tubazioni di scarico fumi
Condotti destinati all'evacuazione dei prodotti della combustione.
Il raccordo degli apparecchi ad un camino o ad una canna fumaria avviene a mezzo dei "canali da fumo". I camini normalmente sono singoli, ovvero possono provvedere allo scarico di singoli apparecchi, o degli apparecchi di una singola unità immobiliare con alcune prescrizioni e/o limitazioni.
Le canne collettive, o collettive ramificate sono destinate a ricevere lo scarico di più apparecchi, installati in edifici multipiano, provenienti da diverse unità abitative, con opportune ed adeguate limitazioni e/o prescrizioni. La conduzione di tali impianti è di competenza degli Amministratori Condominiali.

  Tubazioni di scarico fumi  

Tubi o manichette
I tubi, o come sono anche chiamati "le manichette", vengono utilizzati in tutti quei casi nei quali l'estintore non è più sufficiente. Più tubi collegati insieme formano una tubazione ed è possibile riversare su di un incendio enormi quantità d'acqua: a seconda del tipo d'incendio e del locale dove esso ha luogo l'acqua è impiegata con tecniche differenti, a pressioni differenti e soprattutto in quantità differenti.
Si possono vedere nelle loro apposite custodie in tutti gli edifici (oltre i 20mt di altezza) e nei grandi complessi (teatri, fiere, locali notturni etc).
Ci sono tubi di diametro 45 mm. (quelli negli edifici) e quelli da 70 mm. quasi esclusivamente in dotazione ai VV.F. e in impianti a grande rischio.
La lunghezza di un tubo è di circa 25 metri e vengono utilizzati ad una pressione di esercizio tra 4/8 bar.
In cima al tubo c'è un raccordo filettato, maschio, al quale va avvitata la lancia.

  Tubi o manichette  

Tubo alimentazione piano cottura
I collegamenti con gli apparecchi di cottura possono essere eseguiti con materiali diversi a seconda del tipo di apparecchi.
Per gli apparecchi di cottura ad incasso (piani cottura e forni) il collegamento deve essere eseguito con condotti metallici ondulati, gli stessi devono essere messi in opera in modo che la loro lunghezza, in condizioni di massima estensione, non sia maggiore di 2 m.
Gli apparecchi di cottura tradizionali, ovvero le cucine ed i fornelli, possono anche essere collegati con tubo flessibile non metallico per allacciamento, lo stesso deve riportare la marcatura UNI - CIG 7140, ed avendo una durata massima di 5 anni deve portare stampata anche la data di scadenza dello stesso. Alla data di scadenza il tubo di collegamento in gomma deve essere assolutamente sostituito.

tubo flessibile con marcatura UNI - CIG 7140   condotto metallico ondulato

Valvola principale
L'acqua che proviene dalla tubazione dell'acquedotto può essere bloccata da questo rubinetto, e interrompere l'affluenza d'acqua nel circuito di casa per il sistema di impianto diretto.
Per bloccare l'afflusso di acqua nell'impianto indiretto è necessario chiudere la valvola o rubinetto di intercettazione dell'acqua fredda messa immediatamente dopo il serbatoio.
E' importante saper distinguere le posizioni della valvola APERTO/CHIUSO e il tipo di valvola, quindi è bene che tale istruzione sia patrimonio di tutti i membri della famiglia.

  Valvola principale  


Valvola o rubinetto piano cottura
La valvola serve per aprire o chiudere l'erogazione del gas a tutti i fornelli. Su di essa a volte è disegnata una freccia, che ne indica, in base alla sua posizione, la propria apertura o chiusura. Nel caso di impianti con tubo a vista, se la valvola è ruotata in modo tale che la freccia è rivolta verso il tubo, il gas è sicuramente aperto. Nel caso di impianti con rubinetti incassati nel muro, la valvola deve essere normalmente corredata di indicazioni di aperto/chiuso.

Valvola o rubinetto piano cottura   Valvola o rubinetto piano cottura


Ventilazione
È indispensabile che nei locali in cui sono installati apparecchi a gas di tipo A, B e di cottura, ovvero di apparecchi che per la combustione utilizzano l'aria prelevata all'interno dei locali ove sono installati, possa affluire almeno tanta aria quanta ne viene richiesta per la corretta combustione del gas. La dimensione del foro di ventilazione dipende dalla tipologia di impianto, di apparecchio, dalla potenzialità installata e da una serie di prescrizioni, quali il dimensionamento e il posizionamento. La realizzazione e la relativa certificazione devono essere realizzati da personale abilitato.

  Ventilazione